Antologie
del 03/11/2008
N. 93 - Giovanni Paolo II,Caltanissetta, Lunedi 10 Maggio 1993 (SECONDA PARTE)
Giovanni Paolo II, Ai lavoratori riuniti in uno stabilimento industriale – Caltanissetta, Lunedi 10 Maggio 1993
(SECONDA PARTE)
L'annuncio cristiano sulla persona non si limita a stabilirne la dignità, ma ne sottolinea anche il carattere essenzialmente relazionale, additando nella solidarietà lo spazio vitale entro cui la persona si puo realizzare in pienezza. Solidarietà è parola che entra sempre di più nella coscienza dei nostri contemporanei. C'è pero il rischio che non se ne colga fino in fondo il carattere impegnativo. Essa non si riduce a un vago sentimento di attenzione verso gli altri. La solidarietà è infatti "la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, perché tutti siano veramente responsabili di tutti" (Sollicitudo rei socialis, SRS 38). Ha come modello il Cristo crocifisso: è dunque un atteggiamento di autentica condivisione, che, facendo mettere da parte ogni egoistico tornaconto, rende la persona capace di donarsi agli altri. In una società solidale, chi ha di più si sente responsabile di chi ha di meno e quanto possiede lo mette al servizio degli altri. Non si tratta di condividere soltanto beni materiali, ma il tempo, l'intelligenza, la cultura, la sensibilità. Tutti, dunque, hanno qualcosa da donare ai fratelli. La Chiesa riconosce la legittimità e il ruolo del profitto, in quanto indicatore, oltretutto, del buon funzionamento di un'azienda (Cfr. Centesimus Annus, CA 35), ma guai a farne un idolo: l'impresa infatti non è soltanto un meccanismo per la produzione di beni; è anche e soprattutto una "comunità di uomini" (Cfr. ), e tutta l'economia, nel suo complesso, non va giudicata col metro della sola produzione della ricchezza materiale, bensi in base alla sua capacità di far crescere la qualità della vita. A questo proposito, quanto è necessario che maturi una coscienza collettiva, atta a far convergere lavoratori e imprenditori in un unico impegno per un'economia efficiente e profondamente umana! (Segue)
N. 93 - Giovanni Paolo II,Caltanissetta, Lunedi 10 Maggio 1993 (SECONDA PARTE)
Giovanni Paolo II, Ai lavoratori riuniti in uno stabilimento industriale – Caltanissetta, Lunedi 10 Maggio 1993
(SECONDA PARTE)
L'annuncio cristiano sulla persona non si limita a stabilirne la dignità, ma ne sottolinea anche il carattere essenzialmente relazionale, additando nella solidarietà lo spazio vitale entro cui la persona si puo realizzare in pienezza. Solidarietà è parola che entra sempre di più nella coscienza dei nostri contemporanei. C'è pero il rischio che non se ne colga fino in fondo il carattere impegnativo. Essa non si riduce a un vago sentimento di attenzione verso gli altri. La solidarietà è infatti "la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, perché tutti siano veramente responsabili di tutti" (Sollicitudo rei socialis, SRS 38). Ha come modello il Cristo crocifisso: è dunque un atteggiamento di autentica condivisione, che, facendo mettere da parte ogni egoistico tornaconto, rende la persona capace di donarsi agli altri. In una società solidale, chi ha di più si sente responsabile di chi ha di meno e quanto possiede lo mette al servizio degli altri. Non si tratta di condividere soltanto beni materiali, ma il tempo, l'intelligenza, la cultura, la sensibilità. Tutti, dunque, hanno qualcosa da donare ai fratelli. La Chiesa riconosce la legittimità e il ruolo del profitto, in quanto indicatore, oltretutto, del buon funzionamento di un'azienda (Cfr. Centesimus Annus, CA 35), ma guai a farne un idolo: l'impresa infatti non è soltanto un meccanismo per la produzione di beni; è anche e soprattutto una "comunità di uomini" (Cfr. ), e tutta l'economia, nel suo complesso, non va giudicata col metro della sola produzione della ricchezza materiale, bensi in base alla sua capacità di far crescere la qualità della vita. A questo proposito, quanto è necessario che maturi una coscienza collettiva, atta a far convergere lavoratori e imprenditori in un unico impegno per un'economia efficiente e profondamente umana! (Segue)
