Antologie
del 03/11/2008

N. 94 - Giovanni Paolo II,Caltanissetta, Lunedi 10 Maggio 1993 (TERZA ED ULTIMA PARTE)

Giovanni Paolo II, Ai lavoratori riuniti in uno stabilimento industriale – Caltanissetta, Lunedi 10 Maggio 1993
(TERZA ED ULTIMA PARTE)
La grande sfida da raccogliere..è quella di una nuova cultura del lavoro, che sottragga il territorio a quei rapporti di "dipendenza" che.. hanno reso il Sud d'Italia più "oggetto" che "soggetto" del proprio sviluppo (Cfr. Sviluppo nella solidarietà: Chiesa italiana e Mezzogiorno, 12). .. Per tutta una serie di circostanze storiche, nella vostra Regione è cresciuto fortemente l'apparato del servizio pubblico, ma non ugualmente il sistema produttivo. L'iniziativa imprenditoriale si è scarsamente sviluppata, o si è vista aggredita dal tarlo della cultura mafiosa e della sua prepotenza criminale, verso la quale giustamente va reagendo con crescente fermezza la coscienza civile. Alla carenza sul versante imprenditoriale ha fatto riscontro una inadeguata cultura del lavoro dipendente, segnata dalla logica del "posto sicuro", e non tanto da quella del lavoro concepito come diritto-dovere, secondo l'etica della responsabilità, della professionalità e della solidarietà. Hanno potuto cosi prosperare il clientelismo, l'assistenzialismo, l'illegalità. Tutti oggi avvertono quanto sia urgente un ribaltamento di "cultura", un recupero di legalità e di autentica solidarietà. Per spezzare alla radice, con perseverante coraggio, i tentacoli soffocanti della criminalità organizzata, occorre creare le premesse, gli stimoli e l'orizzonte di valori entro cui l'imprenditoria si sviluppi in maniera sana e trasparente.... Una cultura ed una politica complessiva del lavoro non possono non tener conto dei giovani in attesa di prima occupazione, dei disoccupati, delle categorie lavoratrici a rischio, degli immigrati dei Paesi più poveri in cerca di mezzi di sussistenza. Non ci sarà rinnovamento vero della società senza attenzione concreta a chi si trova in condizioni precarie ed è impegnato, fra mille difficoltà, a risolvere talora i più elementari problemi di sussistenza. Di tale rinnovamento voi, carissimi lavoratori e lavoratrici, siete chiamati ad essere una forza trainante. Chi ha il dono della fede, ha una responsabilità in più. Al credente spetta in effetti di evangelizzare il lavoro, facendone un percorso di santificazione, liberandolo dalle strutture di peccato, ridisegnandone gli spazi come autentici luoghi di fraternità. (fine)
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